sabato 7 luglio 2007

Restauratori di navi, la Demone Nero

la fuga dall'isola è riuscita bene, l'artefatto è stato consegnato, forse abbiamo un nuovo amico, sebbene ci sia stato il progetto di freddarlo con due arbalestate nella schiena, il bottino non è stato cospicuo ma per lo meno dignitoso.
Ci troviamo ora su di una spiaggia ad ovest della foce del fiume, il ritorno a Tarbad non dovrebbe crearci troppi problemi ... e dopo?
Io direi di tornare alla grotta ben equipaggiati di corde rampini e chiodi da 30 centimetri per fissare bene la nave e recupoerare il bottino maggiore sotto di essa ... ovviamente per riarmarla... tutto sommato una nave corsara potrebbe servire anche a Gondor ... e vista la sua, definiamola predisposizione, qualche macchina da guerra come balistazze e catapulte ... diventeremmo il nuovo equipaggio della Demone Nero ( potremmo spendere qualche rank in sailing e roba marinara in genere ... e trovare dei "coscritti" da mettere al remo ...

27 commenti:

BUNKER 55 ha detto...

una decina di crpentieri dovrebbero metterla in grado di venire trainata fino ad una rimessa per le riparazioni più importanti ... noi si spendono i punti (manzoniano) per poterla portare, eventualmente contattiamo Trangul per farci da mentore i primi tempi, assoldiamo un pò di rematori e una decina di marinai per le vele e iniziamo pian pianino a pattugliare il fiume offrendoci a Gondor come corsari ... mal che vada gli vendiamo la nave e cosi potremmo mettere su questo cazzo di esercito mercenario.

Sila l'Assassino Siriano ha detto...

Dobbiamo farci fare un preventivo e vedere qunto potrebbe venire a costare, secondo i miei calcoli molto approssimativi siamo molto lontani dall'avere quei soldi...
anche questo si rivela un asso da tenere nella manica quando avremo maggiori disponibilità, come la mia torre...
ragazzi avremo possedimenti ovunque...

Unknown ha detto...

... dobbiamo vendere e ricomprare un'imbarcazione più alla nostra portata di dimensioni e di uomini...
Attualmente, non siamo in grado di gestire troppi rematori... ed oltretutto la nostra forza offensiva è piuttosto limitata. Secondo me, siamo sottodimensionati per quella nave, sia per quanto riguarda l'equipaggio che gli obiettivi. Dobbiamo pensare che invece, con una nave più piccola saremmo più "adeguati" alle avventure ed alla gestione... Inoltre, per il problema $, risolveremmo investendo quanto abbiamo ottenuto dalla vendita, più una parte del nostro capitale...

BUNKER 55 ha detto...

ma andate a cagare va che li sotto ci sono migliaia di monete d'oro, ci compriamo l'equipaggio e tutto quello che ci serve, vi ricordo che i soldi ottenuti sono a malapena gli avanzi degli avanzi di quello che trasportava la nave, comunque se i pirati non vi piacciono possiamo vedere di fare qualcosa per terra
iniziamo a vedere a tarbad che succede, quando torniamo.

Sila l'Assassino Siriano ha detto...

Andate a BAGARE non a cagare!!!

A parte tutto io i soldi li andrei a prendere cmq e così vediamo cosa si potrebbe fare... solo che ci serve calma, un arpione per pescare i mostri marini e qualcuno che sappia fare il palombaro a 100 metri...
o magical object!

Cmq adesso tutti a Tarbad!

BUNKER 55 ha detto...

10 metri !!! ! ! ! non 100 !!i

Sila l'Assassino Siriano ha detto...

No il master l'ulima volta ha detto che la chiglia poggiava sugli speroni e poi c'era un baratro di 80/90 metri e in fondo si vedevano le monete...
non subito sugli speroni di roccia... o sbaglio...
dirimi la questione AdS

Unknown ha detto...

... siete proprio senza speranza... ma se volete, potete venire con me...
LOOOONGAAA LA VIIAA... GRRANDAAA LAA MEETA!!

Assistente Di Skorzeny ha detto...

allora... la chiglia del demone nero poggia su 2 speroni (ed è in bilico) su 2 speroni di roccia che ne sorreggono il fasciame.. un peto di capa forse basterebbe per portare a fondo tutto...
altra cosa.. il fondale è a 90 m e li e lungo la "strada" del fondale ci sono le monete del tessssoro di Kal El..

altre cose... il fasciame è in pessimo stato e mezzo marcio, le parti migliori sono quelle rimaste fuori dall'acqua ovviamente) quindi una parte del pont e una fiancata, il resto è a mollo da secoli, incrostazioni, salsedine, molluschi, alghe mancanza di manuntenzione e deteriorarm rapido del legno (seppure quasi unique creature) fanno il resto...

ancora.. i tempi potrebero essere lunghissimi, i rischi notevoli, i costi direi quanto meno alti ed in più una nave del genere può essere "armata" come si dice nel gergo marinaro solo da uno STATO.. beh Gondor non saprei.. ma anche Tharbad è uno stato (piu o meno) come anche lo è il Regno dei Saralainn... difficile mettersi in proprio (stile pirati o corsari) quanto meno servono buoni ganci per i carpetieri, maestri d'ascia ecc ecc ecc per il resto il denaro provvede...

ven facciamo 2 conti e una stima...


ciao zocchi.... minkia sul blog siete 1000 volte piu professional che nella gaming real life.. forse qui non sento (per fortuna rutti peti piscio o altro...)

ciao ancora mi piacete amici.. continuate così.. pensate che anche aless mi è piu simpatico nonostante lo gne gne gne gnegnengnengne.. (azzo notato che non si lamente più???)

PS
dita incrociate per la SF
PPS
la mia umile punto fa 21/22 con 1 litro di diesel.... e fa cmq i suoi onesti 150-160, bollo = 120 euri

ciaociaiociaucosiciauciauciau

Sila l'Assassino Siriano ha detto...

Adesso contraddico AdS...

Sono un pò emozionato...

non so se ce la faccio...

Va bhè dai mi butto...

Allora il discorso del legno immerso che si sputtana è errato, nè è un ottimo esempio il caso di Venezia.

La città della Laguna infatti come voi sapete poggia tutta su palificazioni in legno che hanno un età superiore ai 500 anni, il legno quando è immerso in acqua corrente non marcisce a meno che tale acqua non sia stagnante...

Il problema del fasciame si fà sicuramente sentire nelle parti che stanno a pelo dell'acqua che sono state erose e hanno messo a repentaglio la linea di galleggiamento, ma la parte immersa, sarà solo invasa dai parassiti marini.

Con ciò il problema non si risolve, ma sicuramente si ridimensiona, basterebbe portarla in secca (anche sul posto lavorando di paranchi dai due lati del burroni e di puleggie per sollevarla) e costruire un ponteggio per sistemarla, sul posto potrebbero trovare alloggio i lavoratori per il periodo debito e anche lasciare a loro l'oro sul fondo (anche se dubito che lavorino a sbalzo).

Certo che a Gondor una nave di corsari anti Umbar farebbe piacere, sempre nell'ottica del contro terrorismo!

Detto questo attendo correzzioni sulla teoria del legno sott'acqua!

BUNKER 55 ha detto...

Siete degli sfigati come al solito, se non volete fare i pirati fottetevi, io spenderò i prossimi punti in carpentry e sailing e se devo farla veleggiare da solo lo farò. poi quando attaccherò tarbad per il solo piacere di vederla bruciare non dite che non vi volevo a bordo.
cazzatevi una randa nelle chiappe

Sila l'Assassino Siriano ha detto...

Io voglio essere a bordo e investirò parte dei miei denari... vi ricordo che non guadagno un cazzo perchè sono buono..
Cmq voglio la gabina di poppa

Unknown ha detto...

Non concordo con lo studio proposto da Capa, infatti, da sempre i veneziani conoscono la velocità con cui i diversi tipi di legno vengono aggrediti ed erosi una volta immersi nell’acqua, in base all’essenza lignea ed allo spessore della struttura. Ma in realtà c’è un altro fattore ancor più importante che determina la durata di un palo infisso in acqua… ed è il dove viene collocato. Se infatti un palo del diametro di venti centimetri potrebbe teoricamente durare molti anni in acqua, anche dieci o vent’anni, spesso la sua durata è molto inferiore, in alcuni casi fino a poco più di due. Per comprendere i motivi di un così veloce degrado dobbiamo conoscere i meccanismi di questo fenomeno. Infatti, al contrario di quello che si potrebbe pensare, l’azione meccanica prodotta dal moto ondoso, particolarmente avvertibile a livello superficiale, non è in questo caso la causa primaria. Non che il suo effetto non concorra al processo, ma non ne è il meccanismo principale. In effetti pali infissi in piena barena o in aree assolutamente tranquille presentano processi erosivi quasi sovrapponibili.
Il fattore scatenante, vero catalizzatore del fenomeno di erosione dei legni in ambiente lagunare e marino, è infatti di tipo biologico. Si tratta cioè di fenomeni di biodemolizione, dovuto alla sinergica azione di muffe e batteri unite all’azione, talvolta velocissima, di invertebrati xilofagi.
Gli xilofagi sono organismi che si nutrono di legno, scavando gallerie che, pur con modalità diverse, intaccano la struttura lignea, indebolendo la resistenza meccanica della struttura ed aumentando la superficie di attacco per le muffe ed i batteri.
Gli organismi responsabili sono quindi:

•Batteri
•Funghi
•Metazoi (Invertebrati)
> Molluschi
> Crostacei

I Batteri sono in grado di degradare la cellulosa, la sostanza che conferisce solidità alle pareti cellulari dei vegetali. Tale azione può essere svolta da batteri diversi sia in ambiente aerobico, come in legni esposti all’acqua, che in ambiente anaerobico, come in substrati infossati nel sedimento. L’attacco batterico è comunque lento e poco aggressivo, tanto più in ambiente anaerobico. Questo è il motivo per cui la porzione di legno immersa in sedimenti asfittici rimane sostanzialmente inalterata per anni e spesso per secoli.
L’azione aggressiva dei batteri sul legno immerso consiste quindi essenzialmente nella trasformazione della cellulosa in sostanze più facilmente attaccabili da organismi superiori.

Anche alcuni funghi possono concorrere alla degradazione del legno. In presenza di forti tenori di acqua, come nel legno immerso o fortemente imbevuto, e in ambiente aerobico, diverse muffe sono in grado di attaccare e degradare cellulosa e lignina. Anche in questo caso tuttavia l’azione è lenta e relativamente superficiale, ma può essere notevolmente aumentata dall’azione di organismi superiori che attaccando in profondità il legno ne aumentino la superficie aggredibile dalle stesse muffe, quali gli invertebrati xilofagi.

Esiste inoltre un’azione di indebolimento strutturale di tipo “chimico", per reazioni che avvengono a contatto con l’acqua, che tuttavia risulterebbe di per sè lenta e limitata alla parte superficiale del legno a diretto contatto con l’acqua.
L’azione di Batteri e Funghi facilita il successivo attacco dei legni da parte di organismi superiori quali i perforatori che a loro volta amplificano enormemente le superfici aggredibili dai batteri e dalle muffe.

I principali organismi xilofagi sono molluschi Bivalvi (teredini) e crostacei Isopodi ed Anfipodi.
Le Teredini sono molluschi bivalvi perforatori di legni vivi e costruzioni lignee: legni sommersi, scafi, tronchi, palafitte e manufatti. Queste specie scavano gallerie nel legno e le rivestono di tubi calcarei all’interno dei quali il mollusco alloggia. La perforazione del substrato avviene grazie al movimento delle valve dentellate che, sospinte dal piede, producono l’effetto di una raspa. Questi animali fanno sporgere una struttura tubiforme, detta sifone, all’ingresso delle gallerie al fine di regolare gli scambi gassosi ed integrare la nutrizione con una variabile componente planctonica. Le teredini si riproducono attraverso larve che vengono prodotte nella tasca branchiale della femmina o direttamente dalla fecondazione di uova libere planctoniche. Le larve così prodotte si fissano al legno e iniziano la perforazione producendo un piccolo foro. La perforazione, dopo una breve fase longitudinale, si sviluppa lungo sezioni trasversali. Dato che il foro d’entrata rimane delle stesse dimensioni, un legno colonizzato dalle teredini può apparire esternamente quasi integro, o con minime perforazioni, risultando al contrario internamente pesantemente degradato.
Le caratteristiche ambientali influenzano nettamente le capacità di sopravvivenza e sviluppo di questi animali. Temperatura e salinità sono i fattori che condizionano primariamente le teredini, che possono vivere e riprodursi esclusivamente all’interno di precisi range di questi valori. L’ampiezza ed i valori di questi range sono tuttavia sensibilmente diversi da specie a specie, che quindi presentano habitat preferenziali talvolta sensibilmente diversi.

Le specie di teredini presenti nella laguna di Venezia sono:
•Teredo navalis Linné, 1758
•Lyrodus pedicellatus (Quatrefages, 1849)
•Bankia carinata (J. E. Gray, 1827)
( = Bankia minima (Blainville, 1828))
•Nototeredo norvegica (Spengler, 1792)
( = Teredo utriculus Gmelin, 1790)

Questo è il motivo principale per cui pali della stessa essenza arborea e dello stesso spessore possono presentare durata molto diversa (anche dieci volte inferiore) in acque dolci o fortemente dissalate o anossiche, rispetto a quelli collocati in ambienti di laguna aperta o affini alle aree marine.

Le due specie principali di crostacei xilofagi esistenti in laguna sono l’Isopode Limnoria tripunctata (Menz.) e l’Anfipode Cheluria terebrans (Phil.)
Si tratta di animali molto piccoli (2 – 5 mm) (vedi disegni sotto e foto dei relativi legni attaccati) che scavano piccole gallerie nelle zone superficiali del legno concentrando la loro azione nel piano mesolitorale (zona di marea) evidenziata con un segmento bianco nella foto sotto.
La densità di infestazione è tuttavia spesso tale da interessare completamente la superficie del legno che appare pertanto esternamente spugnoso, leggero e friabile. Le teredini (molluschi) portati allo scoperto dall’azione erodente superficiale dei crostacei si rifugiano verso l‘interno, mentre lo strato teredinato portato in superficie si dissolve per l’azione dei crostacei e dal concomitante effetto dinamico dell’ondazione.
I crostacei attaccano quindi il successivo strato superficiale iniziando un nuovo ciclo.
Il processo si sviluppa in rapidi cicli con un’azione a “cipolla” che interessa sostanzialmente solo l’ambito verticale di presenza di questi organismi, ovvero il piano mesolitorale (il piano di escursione di marea).
Il risultato finale è costituito dalla classica erosione a “clessidra” del legno, che appare invece sostanzialmente intatto nelle porzioni superiori ed inferiori all’area di attacco. I pali quindi cedono, lasciando di norma la porzione sottostante quasi intatta, vero “spuntone” sommerso spesso pericoloso per la navigazione, e creando un relitto galleggiante, costituito dalla parte superiore del palo altrettanto pericoloso, per i natanti veloci in particolare.

PQM

Venezia non è d'esempio.

Unknown ha detto...

io prendo la gabina dal gapitano.

BUNKER 55 ha detto...

la gabina del gapitano è già mia, non so se si era gapito brutti pakki dei mie nodi ai goglioni.

UNA GABINA BER UN GABITANO, gioè me

suGa

BUNKER 55 ha detto...

rendo noto a Ads che io, denaro permettendo, sono in grado di riarmare la sopradetta nave (a suo tempo armata da Umbar)

offrendo un servizio a qualcuno non sarà un problema ottenere una lettera di corsa, o almeno un porto sicuro da cui iniziare, e poi fanculo sti cazzo di stati al massimo la armo sotto la protezione della Torre di Aratan che la subappalta alla contessa di sti cazzi di Gondor per i suoi traffici

nel tempo del riarmo si potrebbe passare qualche livello (skill rank alle abilità coinvolte),trovare un equipaggio non sarà ne più facile ne più difficile di radunare una banda mercenaria

quindi se non volete mettervi la benda sugli occhi ditelo chiaro e tondo senza rompere troppo i GoGlioni

ps la prima versione del fondale era a 10 metri me lo ricordo bene tanto è vero che k ha detto "bhe non è molto" ed io ho risposto che io e lui saremmo morti in real ad andare a 10 metri sotto (tx cigarettes) poi se sono 100 è uguale, ci facciamo una campana da palombari.

Unknown ha detto...

...strongo...

Sila l'Assassino Siriano ha detto...

Sia quel ke sia non recuperemo tutto il recuperabile sotto la buona stella del dio dei mari e di Venezia!

Olè Jack Sparrow

Unknown ha detto...

per recuperare l'oro, si potrebbe:
1. cercare una canula con cui aspirare le monete... tipo aspirapolvere... si potrebbe fare con un mantice da camino di grosse dimensioni... e la canula potrebbe essere l'intestino di qualche bestia...
2. calare sul fondo una barca capovolta e sigillata, tipo sottomarino, con uno sportellino sul fondo... una volta adagiatisi si apre lo sportello (l'acqua non dovrebbe entrare per la presenza dell'aria) e si raccolgono i denari...
3. potremmo cercare un ranger di alto lvl che ha empatia con i pesci e farlo scendere sotto, poi gli daremmo una parte... tipo il 15/20%...
4. potremmo utilizzare una corda con della resina, calata in fondo e visto il potere collante potremmo tirare su tutto piano piano...

che ne dite?

Sila l'Assassino Siriano ha detto...

Azz Gabo sei stato a cena con Gangialf che ti vengono ste idee, a parte tutto, molto percorribili!

Vai raghi ce svanghiamo!

Unknown ha detto...

oggi ho letto di un gioco on-line di stampo piratesco che dovrebbe uscire a mesi... conoscete?

Unknown ha detto...

...stasera

Unknown ha detto...

io

Unknown ha detto...

ci

Unknown ha detto...

sono!!

Unknown ha detto...

chi c'è?

BUNKER 55 ha detto...

2130 al klub